Reagire ovvero agire anzichè subire

Re-agire ovvero cercare soluzioni innovative

“La migliore prova di una teoria è la sua applicazione”

G. C. Lichtenberg

L’approccio strategico è una vera e propria scuola di pensiero su “come” gli esseri umani si rapportano alla realtà, o meglio, su come ognuno di noi si relaziona con se stesso, con gli altri e con il mondo”. (Da “Terapia Breve Strategica”, P. Watzlawick e G. Nardone – 1997)

La realtà che viviamo non è oggettiva, universale e uguale per tutti: ogni persona costruisce una sua personale realtà, data dal suo particolare punto di osservazione, e reagisce ad essa coerentemente con quanto assunto come vero. Costruiamo ciò che viviamo attraverso le nostre percezioni, le nostre teorie e il nostro comunicare.

Tale modo di concepire l’essere umano, come un agente costruttore di significati ed esperienze, consente all’operatore del cambiamento di:

  • Liberarsi dai rigidi modelli di interpretazione, classificazione e diagnosi descrittiva;
  • Adattare in modo flessibile l’intervento alla situazione specifica e non il contrario;
  • Utilizzare manovre terapeutiche efficaci, efficienti, predittive, riproducibili e autocorrettive.

Formazione di difficoltà e problemi

 

Secondo l’approccio strategico non si può dare a priori una definizione di “normalità” o “patologia”: nonostante si possa intuirne istintivamente un significato generale, è difficile circoscrivere normalità e patologia quando si guarda nel dettaglio; inoltre questi termini, così astratti, non hanno un valore operativo che consenta di agire un cambiamento.

Nell’approccio strategico si utilizzano, invece, i costrutti di “funzionalità” o “disfunzionalità” rispetto a comportamenti, pensieri e relazioni della persona nei confronti di se stessa, degli altri e del mondo. Ciò che provoca il saltus da funzionale a disfunzionale non è uno standard definito dall’esterno ma è rappresentato dal grado di sofferenza e di impedimento percepiti dalla persona o dal sistema che interagisce con essa.

Quando una persona è limitata nell’espressione nella propria soggettività mette involontariamente in campo tutta una serie di modificazioni volte a superare il proprio stato che, spesso, non ne cambiano il funzionamento e anzi, occorrono ad alimentarlo. Queste modificazioni rappresentano il focus dell’intervento strategico e sono state operativamente definite con il termine di “Tentate Soluzioni”, ovvero quelle reazioni psichiche e comportamentali messe in atto dalle persone per affrontare le difficoltà ma che complicano piuttosto che risolvere e finiscono per irrigidirsi in ridondanti modelli disfunzionali d’interazione con la realtà. Il comportamento disfunzionale è la reazione che il soggetto crede migliore per una determinata situazione: così il problema esiste proprio in virtù di ciò che è stato fatto per tentare di risolverlo.

“Le nostre presunte certezze ci proteggono, ma al contempo imprigionano, togliendoci l’entusiasmo della scoperta”

L’approccio strategico definisce difficoltà tutte quelle situazioni, nelle quali un individuo (o un sistema) si trova a dover attuare un cambiamento rispetto alle usuali modalità di adattamento (in prima persona o sotto consiglio). Le difficoltà fanno parte della vita di ogni persona e sono tendenzialmente evolutive, nel senso che consentono alla persona di acquisire un bagaglio esperienziale per una gestione efficace del futuro.

Quando le modalità messe in campo per superare la difficoltà sono inadeguate e si irrigidiscono, viene a crearsi un circolo vizioso all’interno del quale la persona (o il sistema) rimane ingabbiata: pur cercando di uscire dalla situazione di impasse, non ci si riesce e risulta indispensabile l’aiuto di un esperto che consenta alla persona di mettere in campo altri strumenti efficaci alla risoluzione del problema.

“Mentre perseguiamo l’irraggiungibile, rendiamo impossibile l’attuabile”

R. Ardrey

Soluzione di difficoltà e problemi

Lo scopo di un intervento strategico è quello di interrompere il circolo vizioso che si è venuto a creare tra tentate soluzioni e persistenza del problema. Da un punto di vista strategico, per cambiare una situazione problematica, non è necessario indagare e svelare le cause passate, ma risulta più utile lavorare su “come” il problema funziona nel qui ed ora e su quali strategie siano più adatte a creare un cambiamento efficace e duraturo.
Attraverso strategie comunicative e comportamentali, orientate alla soluzione di problemi e tese ad un obiettivo, la persona viene guidata a vivere un’esperienza percettivo-emotiva funzionale che le permette di reagire in maniera “altra” rispetto alle sue modalità usuali; il conseguente processo di consolidamento del cambiamento avvenuto, consente alla persona di acquisire autonomia e capacità personali per gestire in maniera flessibile e funzionale la propria realtà anziché subirla soffrendo.

I fondamenti del nostro lavoro

Relazione

“Nulla colpisce la mente se prima non attraversa le sensazioni… fidarsi, affidarsi”

La relazione, nella prospettiva strategica, viene considerata come un sistema circolare, dove non è possibile stabilire quale azione venga prima e quale dopo, ma ogni manifestazione è contemporaneamente causa e conseguenza.
L’aspetto relazionale rappresenta un elemento fondamentale negli scambi tra le persone, il quale può veicolare la conferma o il rifiuto rispetto alle posizioni del proprio interlocutore, arrivando, nei suoi aspetti disfunzionali, alla disconferma e al non riconoscimento dell’altro.
Per la costruzione di un concreto Cambiamento, Relazione è Sintonizzazione con l’altro, in modo da condurre persuasivamente la persona, come un direttore d’orchestra, verso l’espressione piena della propria armonia individuale.

Azione

“Se vuoi vedere impara ad agire”

H. von Foerster

La leva del Cambiamento passa innanzitutto da Azioni mirate che sappiano provocare specifici mutamenti rispetto al precedente modo disfunzionale di percepire e reagire alla propria realtà. Cambiare per conoscere anziché conoscere per cambiare.

Comunicazione

“Il maestro si performa sull’allievo, anzichè l’allievo limitarsi a seguire il maestro”

Comunicare significa rendere comune e partecipe di qualcosa, qualcuno. È il presupposto della socialità, della vita. È impossibile non comunicare: tutti i giorni, con chiunque, consapevolmente e non, per raggiungere obiettivi, descrivere eventi, suscitare emozioni e stabilire relazioni. È attraverso la comunicazione che narriamo fatti e costruiamo la nostra realtà. Strumento elettivo per creare contatto e legame. Diventa, nell’ottica Strategica, anche veicolo essenziale per trasformare dubbi, difficoltà e problemi in realtà flessibili e funzionali dentro la realtà specifica della persona.

Tecnica

“Dalla rigidità del problema alla flessibilità delle soluzioni”

Nonostante la tendenza dell’uomo moderno ad analizzare e spiegare in maniera causale e lineare ogni aspetto di sé, è esperienza comune constatare che i motori dell’agire quotidianamente sono ben lontani dalla coerenza e dalla congruenza: hanno invece molto a che fare con la sfera emotivo-percettiva di ognuno, e sono, per natura ambivalenti e contraddittori. I sensi comandano molto più della ragione e guidano l’uomo nella costruzione dei suoi personali autoinganni.
L’approccio strategico si avvale di tecniche basate sulle logiche non ordinarie tipiche dell’agire umano (paradosso, contraddizione e credenza), in quanto queste sono generatrici sia della funzionalità come della disfunzionalità. Si utilizzano logiche non ordinarie perché permettono di:
• Costruire modelli di intervento sulla base degli obiettivi da raggiungere piuttosto che sulle indicazioni di una teoria a priori che indichi i criteri di sanità e patologia;
• Adattare la soluzione all’obiettivo/al problema e non il contrario, evitando di ricorrere a ipotesi derivanti da una teoria normativa e prescrittiva;
• Autocorreggere il modello di intervento sulla base degli effetti prodotti durante la sua applicazione, evitando di perseverare con soluzioni che non producono esiti positivi;
• Produrre cambiamenti concreti, misurabili, riproducibili ed autocorrettivi secondo criteri di efficacia (raggiungimento dei risultati richiesti) ed efficienza (tempi brevi).

In particolare, negli interventi di competenza psicologica vengono utilizzati i due modelli, formalizzati dal prof. Giorgio Nardone e i suoi collaboratori presso il Centro di Terapia Strategica e il STC Change Strategies di Arezzo, che si caratterizzano per un’elevata efficacia ed efficienza (Dizionario Internazionale di Psicoterapia, 2013):

Terapia Breve Strategica®

Trattamento breve (solitamente al di sotto delle 20 sedute) di problematiche psichiche e comportamentali quali:

ADULTI

  • Attacchi di panico
  • Ansia generalizzata
  • Paure e Fobie specifiche
  • Ipocondria e Patofobia
  • Ossessioni e Ossessioni Compulsive
  • Dismorfofobia
  • Depressione in tutte le sue varianti
  • Disturbi alimentari (Anoressia, Bulimia, Binge Eating, Sindrome da Vomiting)
  • Disturbi sessuali
  • Nuove dipendenze (Internet addiction, shopping compulsivo…)
  • Disturbo post traumatico da stress
  • Mobbing e Stalking
  • Problemi di coppia
  • Problemi intra-familiari

BAMBINI

  • Problemi di alimentazione
  • Capricci
  • Problemi legati al sonno
  • Paure
  • Ansia da separazione
  • Difficoltà nel linguaggio (incapacità di pronuncia, ripetizione di parole, mutismo elettivo)

ADOLESCENTI

  • Disturbi d’ansia, somatizzazioni e panico
  • Fobie specifiche, fobia sociale o scolare
  • Disturbi della condotta
  • Disturbi alimentari
  • Difficoltà relazionali
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Disturbo post-traumatico (es. lutti, separazioni, eventi negativi)

Problem Solving e Coaching Strategico®

Interventi volti ad identificare e portare a soluzione tutte quelle problematiche non necessariamente cliniche (risolvere problemi personali e interpersonali, giungere al miglioramento di una performance e/o di se stessi e delle proprie potenzialità inespresse o al raggiungimento di un obiettivo personale, professionale, relazionale), attraverso l’utilizzo di tecniche evolute per il cambiamento in diversi ambiti (sportivo, manageriale, scolastico, lavorativo…).

Per quanto riguarda gli interventi di competenza medico-sanitaria ci avvaliamo di tecniche di medicina complementare come agopuntura, mesoterapia e posturologia.

PER INFORMAZIONI E CONSULENZA:

Associazione React
Via del Suffragio, 46 Trento
Tel: 391 3872944 – 349 8545488
[email protected]